Come funziona un mercato rionale a Milano

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Come funziona un mercato rionale a Milano

Apurva Chandwadkar / Pexels, Pexels License

Ogni mattina, prima delle 7:30, in una strada di Milano compare un mercato che a mezzogiorno è sparito. Sembra spontaneo. Invece ogni banco ha un numero, una misura al mezzo metro e un posto deciso da un atto del Comune.

Chi decide

I mercati rionali di Milano si chiamano ufficialmente «mercati settimanali scoperti». Li gestisce l'Area Attività Commerciali e SUAP del Comune, con un regolamento per il commercio su aree pubbliche approvato dal Consiglio comunale nel 2013 e una legge regionale lombarda del 2010.

Ogni cambiamento passa da una «determinazione dirigenziale», un atto firmato dal direttore dell'area.

Le associazioni dei commercianti, come Apeca di Confcommercio e Anva Confesercenti, danno il loro parere in una commissione apposita. Molti di questi atti sono pubblici: su questo sito li citiamo nelle schede dei singoli mercati.

L'organico: ogni banco ha un numero

Ogni mercato ha un «organico», cioè l'elenco dei suoi posteggi. Sono numerati per file, A, B e a volte C, e divisi per categoria: posteggi alimentari, non alimentari, uno o due per i produttori agricoli e alcuni per i «battitori», gli ambulanti che richiamano il pubblico e presentano la merce a voce, spesso con il microfono.

Ogni posteggio ha una misura precisa: un fronte di vendita, di solito tra 4 e 7 metri, e una profondità. Negli atti si legge fino a che punto il banco può stare sulla carreggiata e quanto marciapiede deve restare libero.

In via Valvassori Peroni, per esempio, un banco con alle spalle le fioriere e i tavolini di un bar ha una regola tutta sua.

Banchi di un mercato rionale a Milano
Foto: kurmanka / Flickr, CC BY 2.0

La spunta del mattino

Chi ha un posteggio fisso è un «concessionario» e paga al Comune un canone per occupare il suolo pubblico. Ma non tutti si presentano ogni settimana.

I posti rimasti vuoti vengono assegnati ogni mattina agli «spuntisti», gli ambulanti in lista d'attesa per quel mercato.

Le regole sono precise: l'assegnazione avviene 60 minuti dopo l'orario di inizio delle vendite, a cura degli ispettori del Comune, e chi ha più presenze in quel mercato ha la precedenza.

Lo spuntista ha poi 30 minuti per entrare e montare il banco. Dal 2024 il Comune sperimenta anche il pagamento online della spunta, con lo SPID, a partire dal mercato di via Canaletto.

Esistono ancora anche le vecchie liste «a ruolino», precedenti al 1991. Chi ci è iscritto ha diritto, per anzianità, a ottenere un posteggio fisso quando se ne libera uno: è successo, per esempio, al mercato di Gratosoglio Sud nel 2023.

La «scalatura»: quando il mercato si riorganizza

Ogni tanto il Comune fa la «scalatura» di un mercato: i concessionari, in ordine di anzianità, possono spostarsi sui posti liberi, e alla fine si approvano una nuova piantina e una nuova numerazione. È il momento in cui un mercato cambia forma.

Il motivo più frequente, negli atti degli ultimi anni, è lo spazio. I posti vuoti vengono soppressi e quelli rimasti si allargano, così ogni ambulante può parcheggiare il furgone dietro il banco.

In via Valvassori Peroni nel 2025 sono spariti 27 posteggi vuoti; in via Bentivoglio i banchi alimentari sono passati a 6 metri di fronte.

La città che cambia attorno al mercato

Molte riorganizzazioni nascono da quello che succede nella strada. Una nuova pista ciclabile ha costretto a ridisegnare il mercato di via Tonezza, che deve anche lasciare passare ambulanze e vigili del fuoco per le scuole vicine.

In via Tabacchi alcuni posti sono stati tolti per liberare gli attraversamenti pedonali davanti a due scuole.

A volte basta un dettaglio. In via dei Guarneri un posteggio è stato soppresso perché un palo della luce impediva di montare il banco.

In via Oglio i paletti messi a protezione di uno scivolo per disabili hanno spostato due banchi.

Mercati che crescono, mercati che chiudono

Non tutti i mercati stanno bene. Il Comune stesso, in un atto del 2025, scrive che il mercato di via Luca Ghini ha perso molti concessionari e con loro attrattiva: per salvarlo lo ha compattato in una sola fila.

Nel settembre 2024 il mercato di via Benaco ha chiuso del tutto, e i suoi ambulanti si sono spostati in altri mercati del venerdì.

Ogni anno, poi, il Comune dichiara decadute le concessioni di chi ha superato il numero di assenze consentito, e cancella dalle liste di spunta chi non si presenta.

Le concessioni in scadenza a fine 2020, già prorogate più volte, sono oggi valide fino al 31 dicembre 2026.

Altri mercati, invece, resistono da quasi un secolo. La Regione Lombardia riconosce come «mercati a valenza storica» quelli attivi senza interruzioni da almeno cinquant'anni: a Milano il più antico è quello di Porta Nuova, dal 1926. Li trovi tutti nella pagina dei mercati storici.

Cosa vuol dire per chi fa la spesa

  • I banchi aprono verso le 7:30, ma la spunta finisce più tardi: verso le 9 il mercato è al completo.
  • Il posto di un ambulante è fisso, quindi il tuo fruttivendolo di fiducia lo ritrovi ogni settimana nello stesso punto.
  • I banchi del pesce, del formaggio e i furgoni attrezzati sono quasi sempre nella fila alimentare, separata da abbigliamento e casalinghi.
  • Se un mercato ti sembra più piccolo di qualche anno fa, probabilmente è stato riorganizzato: nella sua scheda trovi spesso l'atto che lo racconta.

Domande frequenti

Cos'è la spunta al mercato?

È l'assegnazione giornaliera dei posteggi rimasti vuoti agli ambulanti in lista d'attesa, gli «spuntisti». A Milano avviene 60 minuti dopo l'inizio delle vendite e ha la precedenza chi ha più presenze in quel mercato.

Chi sono i battitori del mercato?

Sono ambulanti che richiamano il pubblico e presentano la merce a voce, spesso con il microfono. Nei mercati di Milano hanno posteggi riservati, contati a parte nell'organico.

Perché alcuni mercati di Milano sono diventati più piccoli?

Spesso il Comune sopprime i posteggi rimasti vuoti per allargare quelli rimasti, liberare marciapiedi e attraversamenti o adattarsi a lavori come piste ciclabili. Ogni modifica è decisa con un atto pubblico.